Che freddo grigiore rimbalza rimbomba,
riprende a calare
in frecce di pioggia leggere leggere;
bagna la strada, inzuppa le scarpe,
passanti di fretta avvolti da sciarpe;
si ferma un bambino col naso all'insù
-la bocca socchiusa profuma di mou-
felice raccoglie le frecce cadenti,
nella faretra ha sorrisi mai spenti.
Mi piacerebbe sapere, sai,
perché chiudi l'occhio con
palpebre senza sorriso,
e nella bocca prodiga di parole
nascondi un dolore
che solo tu assaggi.
Mi piacerebbe sapere, davvero,
se fingi o se è vera
quella camminata stanca
che accompagno sembrando distratta.
Se nel tuo cuore c'è qualcosa
che rotto già affonda,
vorrei saperlo, amore mio:
Ti aiuterei come un pescatore
e lo riaggiusterei,
con te.
Danzavano tra le note i pensieri, sciami caleidoscopici
usciti dal pianoforte che fissavano in forme subitanee e precarie
movimento, emozioni.
Lo sguardo di lei scivola come ruscello alla
valle dei suoi occhi, bosco ombroso di chiome sussurranti, legno di
quercia ambrato dal sole del tramonto...ed è fusione di ghiacci in miele
sublime, oro di mille raggi del mezzogiorno, cielo che si apre
scansando i vapori... La mano e l'altra si cercano sorelle, franco
abbraccio di adulti bambini, che lanciano baci, con infinita corda, da un
pozzo rovente e buio profondo.
in ascolto:
https://www.youtube.com/watch?v=Wgm044c9VYM